About the Journal

When launching the second series of the print edition of DPCE – first published in 1999 – following a laborious but fruitful collaborative process, it was deemed useful, and indeed necessary, to structure our publication more clearly than in the past into two distinct and independent parts.

The first part, streamlined to meet contemporary publishing requirements, will continue in what we might call its ‘classic’ form, updated and revised both in terms of typography and content, whilst retaining the qualities that have distinguished it from the outset: peer review – which it was the first to introduce in Italy – and, with it, the rigour of the selection process; maximum openness to contributions from young researchers, which has placed it among the top-ranked journals in terms of authors’ satisfaction, as surveyed by independent bodies. Maintaining and, if possible, further improving these quality standards will require the utmost dedication from all editorial teams and the diligent efforts of the authors. The first issue, already published, and the second, due out shortly, appear to confirm that these objectives have been achieved. But the final judgement rests, as always, with the readers.

The second part – the online journal that we have been developing for years – now takes on a completely autonomous and organic dimension, with its own specific purpose. It will feature not only those literary genres – such as case notes and commentaries on matters of the most pressing current relevance – which are best suited to a more flexible and rapidly disseminated platform, but also essays and research in comparative law relating to specific legal experiences or cutting-edge topics. All this without compromising the essential quality standards that characterise scholarly publications seeking to be scientifically sound. For this reason, the online journal has also been equipped with a rigorous double-blind peer review process, governed by its own regulations and implemented with the aid of a dedicated IT platform. At the same time, the aim is to take full advantage of the opportunities for access to academic content offered by new technologies, in accordance with the most advanced international standards.

The ambition of the overall project therefore requires an increased commitment from editorial teams and authors. The objective is, of course, to bring the online version up to Class A status and to ensure it receives a comparable level of approval from those who contribute to it. All this without reducing our efforts in areas where we are already active, in particular the series and the treatise. The results we are ambitiously aiming for are no small feat. But we are certain that the Italian Academy possesses the skills, the energy and the desire to take on this challenge as well.

Giuseppe Franco Ferrari

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Al momento di varare la seconda serie della versione cartacea di DPCE, nata nel 1999, dopo faticosa ma proficua elaborazione collegiale, è stato giudicato utile, ed anzi necessario, articolare più chiaramente che in passato la nostra creatura in due parti, autonome e indipendenti.

La prima parte, snellita in omaggio alle esigenze editoriali dei tempi, proseguirà nella versione che possiamo definire classica, aggiornata e rivista sia tipograficamente che nei contenuti, conservando le qualità che l’avevano contraddistinta sin dall’origine: la peer review, che fu la prima ad introdurre in Italia, e con essa la accuratezza della selezione; la massima apertura ai contributi dei giovani, che l’ha collocata nelle prime posizioni nel gradimento degli autori, censito da autorità indipendenti. Il mantenimento e, se possibile, l’ulteriore miglioramento dello standard qualitativo, richiederà la massima dedizione di tutte le redazioni e lo sforzo di applicazione degli autori. Il primo numero già pubblicato, ed il secondo, di uscita imminente, paiono confermare che questi obiettivi sono raggiunti. Ma il giudizio finale compete, come sempre, ai lettori.

La seconda parte, la Rivista telematica che già da anni siamo venuti sviluppando, assume ora una dimensione completamente autonoma e organica, con una sua vocazione specifica. In essa troveranno posto non soltanto quei generi letterari – come le note a sentenza e i commenti relativi a questioni di più stringente attualità – che possono trovare migliore collocazione in una sede più agile e di rapida diffusione, ma altresì saggi e ricerche  di diritto comparato relativi a singole esperienze giuridiche o a tematiche di frontiera. Tutto questo senza rinunciare agli essenziali requisiti qualitativi che caratterizzano le sedi editoriali che vogliano essere scientificamente valide. Per tale ragione, anche la rivista telematica è stata dotata di una rigorosa procedura di double-blind peer review, retta da un proprio regolamento, e implementata con l’ausilio di un’apposita piattaforma informatica. Al contempo, la volontà è quella di sfruttare appieno le opportunità di accesso ai contenuti scientifici offerte dalle nuove tecnologie, secondo i più avanzati standards internazionali.

L’ambizione del progetto complessivo richiede quindi che l’impegno delle redazioni e degli autori sia dunque incrementato. L’obiettivo è naturalmente quello di portare alla classe A anche la versione informatica e di farle ottenere un gradimento comparabile da parte di chi vi collabora. Il tutto senza ridurre gli sforzi sui versanti già attivi, in particolare le collane ed il trattato. Non sono risultati da poco quelli che ambiziosamente ci proponiamo. Ma siamo certi che la comparazione italian possiede le capacità, le energie e la voglia di cimentarsi anche in questa impresa.

Giuseppe Franco Ferrari

 

Classificazione e indicizzazioni 

La rivista DPCE Online è stata collocata dal 2016 nell’elenco delle riviste giuridiche di “Classe A” (Area 12) aggiornato dall’Agenzia Nazionale di Valutazione della Ricerca Universitaria (ANVUR).